Riflessioni sulle tendenze sulla qualità degli oli extra vergini di oliva in relazione ai risultati emersi dal XIX “Leone d’Oro”
L’analisi dei campioni testati e soprattutto i risultati della XIX edizione del concorso consentono di ottenere un quadro significativo delle tendenze in atto nel comparto oleario, in particolare del livello qualitativo della realtà produttiva internazionale e nazionale, dei suoi standard e degli attributi più distintivi, nonché dell’evoluzione dei profili sensoriali dei prodotti.
Il primo elemento rilevante sul piano quantitativo è la prevalenza di prodotti con caratteristiche organolettiche di media intensità rispetto a quelli della categoria fruttato delicato. I prodotti con profili di fruttato intenso sfiorano soltanto il 10% del totale degli oli analizzati. Queste valutazioni sono distribuite equamente fra tutte le aree olivicole più rappresentative dei paesi maggiormente produttori. Appare evidente quindi che agricoltori e frantoiani orientano sempre più i metodi di raccolta e le modalità d’estrazione su profili sensoriali e compositivi che consentono ampie applicazioni culinarie coniugate con elevati valori nutrizionali e salutistici.
Anche in questa edizione del concorso viene confermato l’alto livello qualitativo raggiunto dai prodotti cileni che qualificano sempre più il paese sud americano quale migliore realtà produttiva del continente e si pone ormai stabilmente come un serio competitore delle più pregevoli produzioni europee. Se si considera che la campagna olivicola cilena è effettuata circa sei mesi dopo quella delle più vocate aree europee, si può facilmente dedurre quante ulteriori possibilità potenziali hanno i prodotti del paese andino di affermarsi nello stesso mercato europeo potendo offrire dei prodotti di diverse intensità e con un elevato grado di freschezza nei periodi in cui quelli continentali cominciano a perdere tale connotazione. Un elemento distintivo di quasi tutti i prodotti cileni è dato dalla sapiente combinazione di diverse tipologie di olive. I “blended” rappresentano quasi la totalità della produzione e sono composti da cultivars originarie dall’Italia, Spagna e Grecia.
Anche la Spagna conferma il trend positivo del livello qualitativo dei suoi prodotti prevalentemente costituiti da blended equamente suddivisi fra le diverse categorie d’intensità. Il paese iberico, che detiene ormai da diversi anni il primato mondiale della produzione oleicola appare sempre più orientato anche verso obiettivi che privilegiano oltre ad un massa notevole dei cosiddetti extra vergini convenzionali anche di un’offerta molto variegata di prodotti di qualità superiore.
L’Italia conferma la sua posizione leader per l’eccellenza dei suoi prodotti conquistando il primato assoluto in tutte le segmentazioni d’intensità.
Desta alquanto stupore il primo posto ottenuto da un prodotto trapanese nella categoria fruttati delicati in quanto i prodotti siciliani si erano sempre imposti soprattutto nelle categorie con maggiori intensità e sapidità. Da notare che il prodotto vincitore è stato estratto da drupe Cerasuola che posseggono un elevatissimo contenuto polifenolico e caratterizzate da forti note di piccante.
L’area che si è imposta maggiormente e divenuta ormai una delle zone più note per la qualità e per la tipicità della sua produzione è quella dell’areale di Sonnino in provincia di Latina. In pochi anni si è affermata come un’enclave d’eccellenza qualificando ulteriormente la vocazione olivicola laziale già nota per le sue produzioni di Canino, della Tuscia, del Viterbese e della Sabina. I suoi prodotti hanno ottenuto infatti il primo posto assoluto nelle categorie fruttato medio e intenso. Non è la prima volta che il concorso sancisce il primato di questi veri e propri “giacimenti gastronomici” nazionali. Caratteristica comune di tutti gli oli è che sono stati estratti da olive Itrana, una varietà a duplice attitudine in quanto ideali anche per ottenere olive da mensa di grande pregio. Questi prodotti sono caratterizzati da variegate note aromatiche fresche, in perfetto equilibrio ad un gusto armonioso senza asperità che, unite ad un’ottima fluidità, imprimono una “rotondità” ed un’eleganza incomparabile.
Altri campioni fra quelli italiani che hanno avuto il riconoscimento della Gran Menzione e ottenuto un forte gradimento da parte della giuria sono stati quelli del Garda, della Riviera Ligure e della Calabria; fra quelli esteri: un olio dell’Istria slovena, del Portogallo e del Sud Africa.
Da questo breve excursus appare evidente come tutto il comparto oleario internazionale sia in costante e progressiva evoluzione e quindi come la competitività si estenda sempre più anche fra le produzioni di grande pregio. Appare ormai improrogabile pertanto che le attuali normative di classificazione degli oli vergini vengano aggiornate per offrire ai produttori impegnati nella qualità maggiore visibilità e ai consumatori maggiori certezze.
